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Presentazione bando della Regione del Veneto “Restauro e valorizzazione del patrimonio Architettonico e paesaggistico rurale”

Invito all’incontro che si svolgerà mercoledì 20 aprile 2022 alle ore 18.00 presso il Salone del Grano della Camera di Commercio di Rovigo (Piazza Garibaldi, 2), per la presentazione del bando della Regione del Veneto “Restauro e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale”.

Il bando è previsto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR (Investimento 2.2.) e ha come obiettivo quello di preservare i valori dei paesaggi rurali storici, il loro mantenimento e il ripristino, oltre a promuovere la creazione di iniziative e attività legate a una fruizione turistico-culturale sostenibile, alle tradizioni e alla cultura locale.

Importo complessivo del bando euro 43.446.623,08 euro.

Intervengono:
Cristiano Corazzari – Assessore alla Cultura Regione del Veneto
Fausta Bressani – Direttore Direzione Beni Attività culturali e Sport
Mauro Trapani – Direttore Avepa – Agenzia Veneta per i pagamenti

Per garantire la partecipazione, Vi chiediamo di inviare una mail all’indirizzo assessore.corazzari@regione.veneto.it indicando Nome, Cognome e numero di cellulare per riservarVi il posto in presenza.
Prenderemo le prenotazioni fino ad esaurimento posti (capienza massima della sala, 100 persone).
Per chi non riuscirà a partecipare in presenza, è prevista una diretta Facebook dalla pagina @cristianocorazzariufficiale, in collaborazione con La Voce di Rovigo.

Prove non distruttive su strutture esistenti: restano competenza degli ingegneri

Il Tar Lazio con la sentenza n. 3132-2022 ha confermato la precedente ordinanza n. 2232 del 15 aprile 2021 e ha annullato un provvedimento del CSLLPP (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) nella parte in cui automaticamente escludeva gli ingegneri che non avessero riorganizzato la loro attività professionale in attività d’impresa dotata di specifico laboratorio autorizzato ad effettuare prove e controlli sui materiali da costruzione di manufatti edilizi esistenti.

L’ordine degli ingegneri dice no alle Linee Guida del CSLLPP sulle prove non distruttive dei materiali riservate ai soli laboratori

L’Ordine degli Ingegneri di Roma impugna presso il Tar le “linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti”, approvate dall’Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in data 17 aprile 2020, nella parte in cui prevedono che:

le prove ed i controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti di cui alla Circolare 03 dicembre 2019 n. 633/STC e s.m.i., devono essere effettuate e certificate da un laboratorio di cui all’articolo 59 del DPR 380/2001 e s.m.i., dotato di specifica autorizzazione, ove prevista;

senza limitare tale “riserva” alle sole prove “distruttive”, come invece espressamente previsto dalle NTC 2018.

Nello specifico, l’Ordine degli Ingegneri sostiene che tra le indagini diagnostiche e conoscitive preliminari alla progettazione di interventi di consolidamento e/o di manutenzione straordinaria e collaudo delle strutture già esistenti, rientrano le prove e i controlli (effettuati direttamente sull’edificio con prove “non distruttive”) mirati a verificare le caratteristiche (specialmente la resistenza e la deformabilità) e il livello di degrado dei materiali da costruzione (“prove di caratterizzazione meccanica dei materiali”), volti ad appurare l’idoneità della struttura a sostenere in sicurezza l’intervento da effettuare.

Differenze tra prove distruttive e non distruttive

Il punto C-8.5.3 della Circolare n. 7/2019 ammette sia l’impiego di prove su campioni c.d. “indisturbati” prelevati dalle strutture (prove c.d. “distruttive”), sia prove c.d. “non distruttive”.

La differenza sostanziale tra le due tipologie di prove appena menzionate consiste nel fatto che:

  • le prove “distruttive” implicano il prelievo del materiale dalla struttura (ad esempio il c.d. “carotaggio”) e l’analisi fisica, chimica e meccanica dei singoli campioni asportati (le cui dimensioni, come è ovvio, sono fisiologicamente limitate);
  • le prove “non distruttive”, di contro, consistono in tecniche diagnostiche da applicare direttamente sull’intera struttura, al fine di minimizzare l’impatto sulla stessa.

Le differenti modalità di esecuzione delle prove “distruttive” e “non distruttive” comportano che queste ultime vadano condotte in situ.

Tar Lazio: non vi è obbligo di legge di affidare l’esecuzione delle prove e controlli “in situ” su strutture e costruzioni esistenti ai soli laboratori

I giudici premettono che l’art. 59 (Laboratori), comma 2, del T.U. Edilizia, come di recente modificato con l’introduzione, ad opera della  l. n. 55/2019(di conversione del c.d. decreto “Sblocca cantieri”), di un nuovo settore di autorizzazione relativo all’esecuzione di indagini non distruttive sulle costruzioni esistenti (lett. c bis), prevede che:

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può autorizzare, con proprio decreto, ai sensi del presente capo, altri laboratori ad effettuare: …. c bis) prove e controlli su materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti.

Il Tar spiega che letteralmente dalla norma (“Il Ministero … può autorizzare”) si evince chiaramente che non vi è alcun obbligo di legge di affidare l’esecuzione delle “prove e controlli su materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti” ai soli laboratori “in situ”, giacché la modifica normativa, senza in alcun modo circoscrivere i soggetti abilitati ad effettuare le prove, ha previsto unicamente la possibilità che il Ministero autorizzi i laboratori interessati all’esecuzione delle prove.

Pertanto, la disposizione non implica affatto che solo i laboratori siano legittimati ad eseguire “in situ” indagini “non distruttive” sui ponti e sui viadotti esistenti, come stabilito al par. 1.8 Linee guida adottate con il dm 17.12.2020.

Il par. 1.8 delle Linee Guida impugnate dispone, invece:

In generale, ai fini delle applicazioni di cui alle presenti Linee Guida, il prelievo e le prove distruttive sui materiali da costruzione di cui alla Circolare 08 settembre 2010, n. 7617/STC s.m.i, le prove di laboratorio sulle terre e sulle rocce di cui alla Circolare 08 settembre 2010, n. 7618/STC s.m.i nonché le prove ed i controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti di cui alla Circolare 03 dicembre 2019 n. 633/STC e s.m.i., devono essere effettuate e certificate da un laboratorio di cui all’articolo 59 del DPR 380/2001 e s.m.i., dotato di specifica autorizzazione, ove prevista.

La disposizione impugnata prevede quindi, in assenza di una espressa opzione normativa in tal senso, che i singoli ingegneri non siano abilitati all’effettuazione delle prove in questione, giacché a tal fine dovrebbero riorganizzare la loro attività professionale per svolgerla non più in forma singola, bensì necessariamente in forma imprenditoriale, come laboratori, dovendo soddisfare i “requisiti minimi” dettati dalla Circolare n. 633/2019 per l’ottenimento dell’autorizzazione ministeriale.

Il ricorso è, quindi, accolto, con annullamento del provvedimento impugnato nella parte in cui dispone, al par. I.8, che le prove ed i controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti, di cui alla circolare 633/2019, devono essere effettuate e certificate da un laboratorio di cui all’articolo 59 del dpr 380/2001, dotato di specifica autorizzazione.

Tratto da Biblus-net

Il nuovo decreto n. 75/2022 del MITE sui massimali di spesa per il Superbonus 110% e gli altri bonus fiscali all’edilizia

Il nuovo decreto n. 75/2022 del MITE sui massimali di spesa per il Superbonus 110% e gli altri bonus fiscali all’edilizia
Il 16 marzo 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto n. 75 datato 14 febbraio 2022 del MiTE (Ministero per la transizione ecologica) nel quale, come stabilito dall’art. 1, vengono stabiliti i nuovi costi massimi specifici agevolabili ai fini dell’asseverazione della congruità delle spese per il Super-ecobonus 110% (art. 119, comma 13, lettera a) d.l. 34/2020) e, nei casi di accesso alle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito, per gli interventi di efficienza energetica ammessi all’ecobonus “ordinario”, al bonus casa 50% e al bonus facciate (art. 121, comma 1-ter, lettera b), d.l. n. 34 del 2020)

I nuovi prezziari, conformemente a quanto previsto all’articolo 2, si applicano agli interventi per i quali la richiesta del titolo edilizio, ove necessario, è stata presentata successivamente al 15 aprile 2022 (data di entrata in vigore del nuovo decreto).

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PinkIng 2022 L’ingegneria è arte?

PinkIng 2022

L’ingegneria è arte?

 

Incontro pubblico e divulgativo a libera partecipazione

 

Palazzo delle Opere sociali, sala Lazzati (o collegamento on-line)

Piazza Duomo, 2 – Vicenza

Venerdì 25 marzo 2022

Ore 18-20.30

 

Terza edizione per “PinkIng”, format divulgativo e gratuito dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Vicenza, aperto al pubblico, per raccontare le straordinarie conquiste dell’ingegneria al femminile, dalla viva voce delle protagoniste.

 

 

Ingegneria e arte, arte e ingegno, ingegno e ingegneria: fili che si annoderanno durante un incontro aperto a chiunque abbia curiosità intellettuale ed interesse per l’attualità: partecipazione libera e gratuita.

“L’ingegneria è arte?” Risponderanno le brillanti ospiti, donne ingegneri, che nel loro percorso hanno saputo e voluto coniugare la professione tecnica con l’espressione artistica:

 

 

Maria Acrivoulis architetto e presidente nazionale AIDIA/Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti: “Ars ingeniaria”

Valentina Berengo ingegnere geotecnico e giornalista culturale: “L’anima cólta dell’ingegnere”

Elisa Giordano ingegnere dell’informazione e imprenditrice nel settore della moda: “Fashion engineerart – L’arte del cambiamento”

Amalia Ercoli Finzi ingegnere aeronautico e professore onorario Politecnico di Milano: “Donne tuttofare”

Amelia Lentini ingegnere per l’energia e curatrice della raccolta “Il mio lavoro è una favola”: “Ingegneria, l’arte di progettare il futuro”

Provvidenza Tesauro e Marco Re docente universitario: “Le attività formative tra arte ed ingegneria: il master in Ingegneria del Suono e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata”

Daniela Troina ingegnere civile e artista: “Creatività per l’innovazione”

 

In allegato comunicato stampa integrale, con programma e note biografiche: grazie per la possibile divulgazione e partecipazione.

 

 

Media partner CORRIERE IMPRESE

 

Patrocini: CNI/Consiglio Nazionale Ingegneri, AIDIA/Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti, Provincia di Vicenza

 

Opzioni di partecipazione:

 

  1. on-line attraverso piattaforma CNI, con iscrizione via link per ingegneri iscritti all’Ordine (su isiformazione) e per tutti gli altri interessati su https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pink-ing-2022-lingegneria-e-arte-268797569767;
  2. in presenza, fino ad esaurimento posti disponibili, con possesso green pass e prenotazione su https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pink-ing-2022-lingegneria-e-arte-268797569767

 

 

L’adesione, aperta sia ad iscritti all’Ordine che a pubblico esterno, sarà possibile fino a pochi minuti prima dell’inizio tramite link su piattaforma CNI e, comunque, fino al raggiungimento del numero massimo previsto per i collegamenti. 

 

2 CFP per gli iscritti all’Ordine Ingegneri

Delibera ANAC n. 31 del 26 gennaio 2022 – Circolare CNI

Lo scorso 22 febbraio, è stata diramata la Circolare CNI n. 845/XIX Sess./2022,  attraverso cui si rendeva nota la delibera ANAC n. 31 del 26 gennaio 2022 con la quale il Consiglio d’autorità confermava quanto il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha sempre sostenuto relativamente all’interpretazione dell’art. 23, co. 4, D.Lgs. 50/2016, ossia che “in caso di omissione del livello di progettazione definitivo, ai fini del calcolo del compenso del progettista, e dunque della base d’asta, la stazione appaltante deve tenere conto di tutte le prestazioni indispensabili per l’espletamento dell’incarico oggetto dell’affidamento, anche se riconducibili al livello di progettazione omesso”.

 

CIRC CNI 845 e allegato ANAC

Bonus fiscali

Il d.l. 13/2022 introduce l’obbligo di indicare il CCNL applicato nei contratti di affidamento dei lavori e nelle fatture come condizione per accedere ai bonus fiscali all’edilizia

Il D.l. n. 13 del 25 febbraio 2022 recante “Misure urgenti per il contrasto alle frodi e per la sicurezza nei luoghi di lavoro in materia edilizia, nonché sull’elettricità prodotta da impianti da fonti rinnovabili”, fra le varie novità inserite, all’art. 4 introduce alcune “Disposizioni in materia di benefici normativi e contributivi e applicazione dei contratti collettivi e per il miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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Newsletter Bonus fiscali 14-02-22

Superbonus: rientrano fra le spese detraibili anche gli interventi per la sostituzione delle c.d. “facciate continue”

Con la risposta all’interpello n. 61 del 1 febbraio 2022 l’Agenzia delle Entrate chiarisce il dubbio di un condominio istante in ordine alla possibilità di poter fruire delle detrazioni fiscali ai sensi dell’art. 119 ss. del d.l. 34/2020, c.d. Superbonus per interventi di sostiuzione delle “facciate continue”.

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Immobili segregati in trust: in che modo possono accedere al superbonus?

Quali sono le condizioni per poter accedere al Supebonus per interventi su immobili segregati in un Trust? Il punto sulla base delle posizioni assunte dall’Agenzia delle Entrate.

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Newsletter Bonus fiscali – Studio Legale BM&A

Decreto Sostegni ter: stop alle catene di cessioni per i crediti d’imposta da bonus edilizi. D’ora in poi si potrà effettuare un’unica cessione.

l 27 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Sostegni ter (D.l. n. 4 del 27.01.2022), il quale all’art. 28 introduce un’importante novità con riferimento alla cessione dei crediti d’imposta prevista per i bonus edilizi, la quale d’ora in poi potrà essere effettuata solo una volta.

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Le precisazioni dell’Agenzia delle Entrate sullo stato avanzamento lavori (SAL)

Nella risposta n. 53 del 27 gennaio 2022 l’AdE ha invece chiarito alcuni dubbi circa la determinazione del SAL minimo del 30% per i soggetti che intendono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente per la cessione del credito o per il c.d. sconto in fattura.

Visto di conformità e asseverazione sulla congruità delle spese per tutti i bonus fiscali all’edilizia diversi dal Superbonus in caso di esercizio dell’opzione: gli obbligati e gli esentati

Come noto, con il Decreto Controlli (D.L 11 novembre 2021, n. 157) l’obbligo di conseguire il visto di conformità e l’asseverazione sulla congruità delle spese è stato esteso a tutti i contribuenti che intendano fruire delle agevolazioni fiscali all’edilizia “minori” mediante la cessione del credito o l’applicazione di uno sconto sul corrispettivo dovuto.
L’obbligo previsto dal comma 1-ter dell’art. 121 D.L. n. 34/2020 si applica alle comunicazioni dell’opzione all’Agenzia delle Entrate successive alla data della sua entrata in vigore, risalente al 12 novembre 2021.
Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, fatta eccezione per il Superbonus, sono esentati dall’obbligo di apposizione del visto di conformità alla comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate e dell’asseverazione i contribuenti in buona fede che abbiano ricevuto le fatture da parte di un fornitore, assolto i relativi pagamenti a loro carico ed esercitato l’opzione per la cessione, attraverso la stipula di accordi tra cedente e cessionario, o per lo sconto in fattura, mediante la relativa annotazione, anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legge n. 157 del 2021 (i.e. 12 novembre 2021), anche se non abbiano ancora provveduto all’invio della comunicazione telematica all’Agenzia delle entrate.

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Per il Sismabonus acquisti al 110%, la data ultima per il rogito e il pagamento del prezzo della casa antisismica resta il 30 giugno 2022

Con la Legge di Bilancio 2022 (L. n. 234/2021), il Superbonus 110% è stato prorogato secondo un calendario differenziato che dipende sia dalla natura dei beneficiari e che dalla tipologia degli edifici.
Tuttavia, la scadenza prevista per il Sismabonus acquisti al 110% è rimasta invariata.

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Superbonus: le nuove scadenze introdotte con la legge di bilancio 2022

Con l’approvazione della legge di Bilancio 2022, L. n. 234 del 30 dicembre 2021, cambia definitivamente il calendario delle scadenze per l’accesso alla maxi-detrazione fiscale del Superbonus.
Ecco i nuovi termini per fruire delle agevolazioni.

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L’Agenzia delle Entrate torna a chiarire le regole di intestazione dei documenti di spesa in caso di condominio minimo e apre al cumulo fra Super-Sismabonus e Bonus Ristrutturazioni

Con l’istanza di interpello, il “condòmino incaricato” chiedeva all’Agenzia delle Entrate se trattandosi di condominio minimo i pagamenti potessero essere effettuati da ciascun condòmino direttamente al fornitore per la propria quota, indicando il proprio codice fiscale ed eventualmente richiedendo il rilascio di fattura intestata al singolo condòmino, oppure dovessero obbligatoriamente essere effettuati dal condòmino incaricato e, per l’effetto, intestatario delle fatture dei fornitori.

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Verso l’obbligo della riqualificazione energetica degli edifici esistenti dal 2027

Il prossimo 14 dicembre verrà resa pubblica una proposta della Commissione europea sulla prestazione energetica nell’edilizia di cui già circola una bozza.

Le disposizioni più recenti risalgono alla cd. Energy Performance of Building Directive III (EPBD III), la Direttiva (UE) n. 2018/844 del 30 maggio 2018 che ha modificato la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

La nuova proposta si inserisce nella più ampia Strategia europea del Green Deal che comprende una serie di iniziative dirette a promuovere la riqualificazione energetica degli edifici, specie quelli residenziali e quelli pubblici, ai fini della riduzione delle emissioni di CO2, del risparmio energetico, del miglioramento della qualità della vita ma anche di una maggiore crescita e occupazione. 

I dati attestano che gli edifici sono responsabili del 40% del consumo di energia e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra.

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e di realizzare un’Unione Europea a impatto climatico zero entro il 2050 diventa urgente programmare una transizione ecologica degli edifici esistenti, in aggiunta alla revisione dei requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione.

Per quanto riguarda gli edifici di nuova costruzione, a partire dal 1° gennaio 2030 essi dovranno essere a 0 emissioni. 

Per gli edifici di proprietà o posseduti dalle pubbliche amministrazioni, l’obiettivo è anticipato al 1° gennaio 2027.

Quanto agli edifici esistenti, essi dovranno soddisfare gli standards minimi che saranno fissati dal Piano di riqualificazione edilizia nazionale con lo scopo di raggiungere l’obiettivo di trasformare l’intero patrimonio edilizio esistente ad emissioni 0 entro il 2050.

Secondo la Commissione europea, al più tardi a decorrere dal 1° gennaio 2027 gli edifici esistenti dovranno essere conformi ai requisiti prestazionali minimi

In particolare, gli Stati membri dovranno assicurare che gli edifici e le unità immobiliari che saranno vendute o affittate ad un nuovo conduttore, con l’eccezione delle unità condominiali, dovranno raggiungere 

  • almeno la classe energetica E, se la vendita o l’affitto sono conclusi dopo il 1° gennaio 2027;
  • almeno la classe energetica D, se la vendita o l’affitto sono conclusi dopo il 1° gennaio 2030;
  • almeno la classe energetica C, se la vendita o l’affitto sono conclusi dopo il 1° gennaio 2033;

Qualora alla data della compravendita l’immobile non soddisfi i requisiti prestazionali minimi sopra indicati, il compratore potrà acquistarlo alla condizione che si impegni a rendere l’edificio conforme agli standards richiesti entro 3 anni dall’acquisto.

Per quanto riguarda i condominii (si utilizza l’espressione di edifici con più appartamenti), è richiesto che tali edifici raggiungano 

  • almeno la classe energetica E dopo il 1° gennaio 2030;
  • almeno la classe energetica D dopo il 1° gennaio 2035;
  • almeno la classe energetica C dopo il 1° gennaio 2040.

Nella bozza di proposta è previsto che i legislatori nazionali possano escludere dall’obbligo di rispettare i requisiti minimi obbligatori gli edifici di interesse storico, artistico o paesaggistico nella misura in cui gli interventi di riqualificazione energetica sarebbero in contrasto con la salvaguardia delle loro caratteristiche, gli edifici di culto e religiosi, gli edifici con una superficie inferiore a 50 m2, gli edifici residenziali utilizzati per un periodo inferiore a 4 mesi all’anno o comunque per un periodo ridotto e che determinano un consumo di energia inferiore al 25% di quello annuale presunto, nonché gli edifici rurali non residenziali, i siti industriali e le fabbriche aventi una bassa domanda di energia, ecc.

In attesa di poter leggere il testo ufficiale della proposta di direttiva e di seguire l’iter legislativo che seguirà in seno al Parlamento Europeo e al Consiglio, una cosa è certa: gli interventi di riqualificazione energetica non saranno più un optional.

Conviene pertanto affrettarsi e sfruttare gli incentivi fiscali a disposizione, dall’Ecobonus ordinario (dal 50% all’85%) che si estende agli edifici di tutte le categorie catastali e di cui possono beneficiare tutti i contribuenti che dispongono di un titolo idoneo (sia soggetti IRPEF che IRES), al Super-Ecobonus 110% che interessa le persone fisiche e i condominii in relazione ad interventi su edifici e unità immobiliari residenziali ma anche altri soggetti (come le ONLUS, OdV, le APS) su edifici di qualsiasi categoria catastale, gli IACP sugli immobili adibiti all’edilizia residenziale pubblica, le cooperative di abitazione a  proprietà indivisa ecc.

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate a seguito dell’entrata in vigore del d.l. n. 157 del 2021 c.d. Decreto anti-frodi.

Con la circolare 16/E del 29 novembre 2021 l’Agenzia delle Entrate ha fatto il punto sulle novità previste dal d.l. n.157/2021, c.d. “Decreto anti-frodi”, entrato in vigore dal 12 novembre 2021.
Tale decreto, come noto, ha introdotto nuovi obblighi circa l’apposizione del visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta e dell’asseverazione in relazione alla valutazione della congruità dei costi sostenuti sia per il Superbonus sia per gli altri Bonus diversi dal Superbonus.
Si rammenta che anche nel caso in cui il Superbonus sia fruito in dichiarazione dei redditi, l’art. 119, comma 13, del Decreto rilancio già prevedeva l’obbligo di asseverazione della congruità della spesa.

La circolare 16/E analizza dunque le novità introdotte sia con riferimento al Superbonus che agli altri Bonus diversi da questo.

Superbonus

Con riferimento al Superbonus l’articolo 1, comma 1, lett. a), del Decreto anti-frodi ha previsto un’estensione dell’obbligatorietà del visto di conformità anche al caso in cui il Superbonus sia fruito dal beneficiario nella propria dichiarazione dei redditi.
Ha inoltre rinviato ad un ulteriore decreto ministeriale (del Ministro della transizione ecologica) l’individuazione di valori massimi, per talune categorie di beni, cui è necessario fare riferimento per asseverare la congruità delle spese sostenute per gli interventi rientranti nella predetta agevolazione.

Visto di conformità – Superbonus

L’obbligo del visto di conformità viene esteso dunque anche al caso in cui, con riferimento alle spese per interventi rientranti nel Superbonus, il contribuente fruisca di tale detrazione nella dichiarazione dei redditi, salva l’ipotesi in cui la dichiarazione sia presentata «direttamente dal contribuente all’Agenzia delle entrate, ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale».
Tale obbligo è escluso nelle ipotesi in cui la dichiarazione sia presentata direttamente dal contribuente, attraverso l’utilizzo della dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia delle entrate (modello 730 o modello Redditi), ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale (modello 730). Viene inoltre precisato che il visto di conformità riguarda solo i dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione.
Il visto non è necessario nei casi in cui venga richiesto sull’intera dichiarazione dei redditi, in tal caso viene “assorbito” e sarà quindi valido anche ai fini dell’utilizzo in detrazione del Superbonus.

Utile precisazione riguarda poi la detraibilità. Infatti, l’Agenzia precisa che, dal combinato disposto dell’art. 1, co. 1, lett. a), n.1 del Decreto anti-frodi e dell’art. 119, co. 15, sono detraibili le spese sostenute per l’apposizione del visto di conformità anche nel caso in cui il contribuente fruisca del Superbonus direttamente nella propria dichiarazione dei redditi.

Con riferimento all’ambito di applicazione temporale, il Decreto trova applicazione, con riferimento alle fatture emesse e ai relativi pagamenti intervenuti a decorrere dal 12 novembre 2021, in applicazione al criterio di cassa (secondo cui il presupposto agevolativo si realizza nel momento del sostenimento della spesa che da diritto alla detrazione). Stante ciò l’Agenzia precisa che il visto di conformità non è previsto per le spese relative all’anno 2020, indicate nella dichiarazione dei redditi relativa al medesimo anno, anche se presentata dopo l’11 novembre 2021. L’obbligo non sussiste neanche nel caso di dichiarazione dei redditi integrativa ad una precedente tale data.

Per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali invece, cui si applica il differente criterio di competenza, il predetto obbligo di apposizione del visto di conformità trova applicazione con riferimento alle fatture emesse a decorrere dal 12 novembre 2021, a prescindere dal periodo di imputazione della spesa.

Asseverazione – Superbonus

L’articolo 1, comma 1, lett. a), n. 2), del Decreto anti-frode ha modificato il comma 13-bis dell’articolo 119 del Decreto rilancio il quale prevedeva che l’asseverazione per l’attestazione della congruità delle spese sostenute per gli interventi ammessi al Superbonus, dovesse tenere conto dei prezziari successivamente individuati dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 6 agosto 2020 e, nelle more, dei prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome, dei listini ufficiali o dei listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, dei prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.

Con l’introduzione del decreto anti-frodi, per stabilire la congruità delle spese, occorre fare riferimento non solo ai prezzari individuati dal predetto decreto ministeriale, ma anche ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, da un emanando decreto del Ministro della transizione ecologica. L’agenzia ritiene che, nelle more dell’adozione di tale Decreto si debba continuare a fare riferimento al d.m. del 6 agosto 2020 del ministro dello sviluppo economico recante «Requisiti tecnici per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici – cd. Ecobonus» che, nell’allegato A al punto 13.1 determina alcuni criteri da adottare per l’attestazione del costo massimo per tipologia di intervento.

Cessione delle rate residue non fruite

Poiché l’obbligo di asseverazione, così come quello di apposizione del visto di conformità era già previsto dal Decreto rilancio, resta invariata la disciplina relativa alle comunicazioni di cessione del credito in riferimento alle rate residue non fruite. Pertanto, il contribuente che ha utilizzato direttamente in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, relativa all’anno 2020, la prima rata di spese e intende cedere le rate residue non fruite, nelle more dell’entrata in vigore del predetto decreto del Ministro della transizione ecologica, deve essere in possesso dell’asseverazione già acquisita per la fruizione diretta della detrazione per la prima rata, nonché del visto di conformità dei dati relativi alla documentazione attestante la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus.

Bonus diversi dal SuperbonusCome anticipato il Decreto anti-frodi ha esteso l’obbligatorietà del visto di conformità e dell’asseverazione per la congruità delle spese anche ai Bonus diversi dal Superbonus, qualora il beneficiario opti per le opzioni dello sconto in fattura o della cessione del credito.
Il visto non è invece necessario nel caso di fruizione diretta di questi Bonus. Resta fermo che il contribuente è tenuto a richiederlo sull’intera dichiarazione nei casi previsti dalla legge.
Per contro l’attestazione della congruità delle spese prevista nel caso di adempimento di riqualificazione energetica è necessaria anche per l’utilizzo diretto in dichiarazione in quanto questa è già contenuto nell’asseverazione che il tecnico abilitato è tenuto a rilasciare.

Visto di conformità – altri Bonus

Il Decreto anti-frodi oltre ad aver previsto la predetta estensione del visto di conformità ai bonus diversi dal Superbonus per i quali viene esercitata l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, prevede che tale visto possa essere rilasciato dagli stessi soggetti individuati in tema di Superbonus e che, in caso di visto di conformità infedele, siano applicabili, le sanzioni amministrative previste dal d.lgs. n. 241 del 1997.

Asseverazione – altri Bonus

Ai fini dell’asseverazione per l’attestazione della congruità delle spese, è possibile fare riferimento ai prezzari individuati dal decreto di cui al comma 13, lett. a), dell’articolo 119 del Decreto rilancio, nonché ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, dal decreto del Ministro della transizione ecologica di cui sopra, fermo restando che, nelle more dell’adozione di tale decreto ministeriale, la congruità delle spese può essere determinata, in via residuale, facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.

L’Agenzia ritiene, inoltre, che l’attestazione della congruità della spesa possa essere rilasciata, per la medesima tipologia di interventi, dai tecnici abilitati al rilascio delle asseverazioni previste dall’articolo 119, comma 13, del Decreto rilancio per gli interventi ammessi al Superbonus.

Infine, chiarisce che, per i Bonus diversi dal Superbonus, l’attestazione, richiesta per optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito, può essere rilasciata anche in assenza di uno stato di avanzamento lavori (SAL) o di una dichiarazione di fine lavori, considerato che la normativa che li disciplina -a differenza di quella prevista per il Superbonus- non richiede tali adempimenti.
Tuttavia, considerata la ratio del Decreto anti-frodi di prevenire comportamenti fraudolenti nell’utilizzo di tali Bonus e ritenuto che, con riferimento a queste agevolazioni fiscali, il sostenimento di una spesa trova una giustificazione economica soltanto in relazione ad una esecuzione, ancorché parziale, dei lavori previsti, la nuova attestazione della congruità della spesa non può che riferirsi ad interventi che risultino almeno iniziati.

Gli obblighi introdotti dal Decreto anti-frodi si applicano alle comunicazioni trasmessi all’Agenzia delle Entrate a decorrere dal 12 novembre 2021.
Come già illustrato nelle FAQ del 22 novembre 2021, si ritiene meritevole di tutela l’affidamento fatto dai contribuenti prima dell’entrata in vigore delle modifiche e, pertanto, non sussistente il predetto obbligo di apposizione del visto di conformità e di attestazione della congruità delle spese per quei contribuenti che abbiano assolto il pagamento delle fatture anteriormente alla data di entrata in vigore del Decreto anti-frodi ma che non abbiano ancora provveduto alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Va da sé che quindi, per quanto riguarda le opzioni inviate entro l’11 novembre 2021, non sono richiesti l’apposizione del visto e l’asseverazione. I relativi crediti possono essere accettati ed eventualmente ulteriormente ceduti anche dopo tale data, fatta salva la procedura di controllo preventivo e possibile sospensione da parte dell’Agenzia, introdotta con il Decreto anti-frodi.

L’obbligo di apposizione del visto e di asseverazione delle spese si applica anche alle comunicazioni di cessione del credito che riguardano rate residue non ancora fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nell’anno 2020 il cui accordo di cessione si perfezioni però a decorrere dal 12 novembre 2021.

Misure di contrasto alle frodi in materia di cessioni dei crediti: il rafforzamento dei controlli preventivi

L’art. 2 del Decreto anti-frodi ha inserito nel Decreto rilancio, con funzione di presidio preventivo, l’art. 122-bis rubricato «Misure di contrasto alle frodi in materia di cessioni dei crediti. Rafforzamento dei controlli preventivi». Ai sensi del comma 1 di tale articolo, l’Agenzia delle Entrate, entro cinque giorni lavorativi dall’invio delle comunicazioni delle opzioni per lo sconto o per le cessioni dei crediti, ha la facoltà di sospendere, per un periodo non superiore a trenta giorni gli effetti di tali comunicazioni.
Il comma 2 prevede che, se all’esito del controllo effettuato nei trenta giorni vengono rilevati dei rischi, la comunicazione di considera non effettuata e l’esito è comunicato al soggetto che ha trasmesso la comunicazione. Se tali rischi invece non vengono confermati, oppure risulta decorso il periodo di sospensione senza che questi vengano confermati, la comunicazione produce gli effetti normativamente previsti. In tale ipotesi il termine di utilizzo del credito è da ritenersi prorogato per un periodo pari a quello di sospensione (al massimo quindi per 30 giorni).

Resta inteso che il sopra descritto presidio preventivo posto in essere dall’Agenzia delle entrate non esonera i soggetti coinvolti nelle cessioni dal ricorso all’ordinaria diligenza richiesta per evitare la partecipazione a condotte fraudolente.
Il comma 4, inoltre, prevede che i soggetti di cui all’art. 3 del decreto legislativo n. 231/2007 sull’antiriciclaggio che intervengono nelle cessioni, non devono procedere all’acquisizione del credito in tutti i casi in cui ricorrono i presupposti di cui agli articoli 35 («Obbligo di segnalazione delle operazioni sospette») e 42 («Astensione») del predetto decreto legislativo, fermi restando gli obblighi ivi previsti, fra cui la segnalazione all’Unità di informazione finanziaria (UIF).
L’agenzia ritiene quindi che laddove ricorrano i presupposti per la segnalazione di operazioni sospette alla UIF, a prescindere dall’effettivo assolvimento del relativo obbligo da parte dei soggetti obbligati di cui al citato articolo 3 del decreto legislativo sull’antiriciclaggio, e ciononostante, tali soggetti procedano all’acquisto del credito, tale condotta è valutabile anche ai fini del concorso nelle violazioni relative all’utilizzo dei crediti in oggetto.

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E’ entrato in vigore il 12/11/2021  il Decreto per il contrasto alle frodi e per il rafforzamento dei controlli nel settore del Superbonus e degli altri bonus fiscali all’edilizia

Molteplici e rilevantissime le novità da segnalare:

  1. VISTO DI CONFORMITA’

Il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione, che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta e che deve essere rilasciato dal commercialista o altro consulente fiscale a ciò abilitato ai sensi dell’art. 119 co. 11 e art. 121 co. 1-ter Decreto Rilancio, diventa documento imprescindibile per accedere al Superbonus in tutte le sue forme (compresa la detrazione dall’imposta lorda sui redditi in dichiarazione, fatta eccezione per il caso in cui la dichiarazione sia presentata direttamente dal contribuente all’Agenzia delle entrate, ovvero  tramite  il  sostituto  d’imposta che presta l’assistenza fiscale) e per avvalersi di tutti gli altri bonus fiscali all’edilizia ammessi all’esercizio dell’opzione ossia suscettibili di essere fruiti mediante il cd. sconto in fattura o la cessione del credito (i.e. bonus facciate, bonus ristrutturazioni limitatamente a determinate categorie di interventi, Ecobonus, Sismabonus, incentivo per l’installazione degli impianti fotovoltaici o delle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici).

  1. PREZZI CALMIERATI

Per garantire che i prezzi applicati dai fornitori dei beni e dei servizi connessi al Superbonus siano congrui, si prevede che l’asseverazione della congruità delle spese relative agli interventi di riqualificazione energetica debba essere fondata oltre che sui prezzari individuati dal Decreto Requisiti del MISE del 06.08.2020 (Allegato I) anche sui valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, da un decreto del Ministro della transizione ecologica da adottarsi entro 30 giorni.

 

  1. POTERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE DI SOSPENDERE FINO A 30 GIORNI LE COMUNICAZIONI DI CESSIONE DEL CREDITO ED ESERCIZIO DELL’OPZIONE SE RAVVISA PROFILI DI RISCHIO E FINANCO DI DICHIARARLE INEFFICACI ALL’ESITO DEL CONTROLLO

Si attribuisce all’Agenzia delle entrate la facoltà di sospendere, entro cinque giorni lavorativi dall’invio della comunicazione dell’avvenuta cessione del credito, per un periodo non superiore a trenta giorni, gli effetti delle comunicazioni delle cessioni, anche successive alla prima, e delle opzioni inviate alla stessa Agenzia ai sensi degli articoli 121 e 122 che presentano profili di rischio, ai fini del relativo controllo preventivo.

Tale disposizione investe espressamente tutti i soggetti della “catena del credito”, compresi i cessionari che non hanno alcun rapporto con il beneficiario della detrazione o primo cedente. Diventa pertanto fondamentale per gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, nonché per coloro che acquistano crediti derivanti dalle detrazioni fiscali all’edilizia, regolare contrattualmente l’acquisto del credito fiscale prevedendo adeguate clausole sospensive o comunque di protezione.

Difatti, in base al nuovo art. 122-bis D.L. n. 34/2020, può accadere che all’esito del controllo risultino confermati i rischi rilevati e che l’Agenzia delle Entrate consideri non effettuata la comunicazione.

È previsto che con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate siano stabiliti  criteri,  modalità  e  termini per l’attuazione, anche progressiva, di tali disposizioni.

La norma chiarisce che i profili di rischio sono individuati utilizzando criteri relativi alla diversa tipologia dei crediti ceduti e riferiti:

  1. a) alla coerenza e alla regolarità dei dati indicati nelle comunicazioni e nelle opzioni di cui al presente comma con i dati presenti nell’Anagrafe tributaria o comunque in possesso dell’Amministrazione finanziaria;
  2. b) ai dati afferenti ai crediti oggetto di cessione e ai soggetti che intervengono nelle operazioni cui detti crediti sono correlati, sulla base delle informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria o comunque in possesso dell’Amministrazione finanziaria;
  3. c) ad analoghe cessioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nelle comunicazioni e nelle opzioni di cui al presente comma.

Da una prima lettura, emerge chiaramente l’obiettivo della norma di contrastare il sorgere e la circolazione di crediti totalmente o parzialmente inesistenti o fondati su documentazione fraudolenta nonché ad assicurare che il meccanismo dell’opzione si presti a costituire un veicolo di violazione ed elusione delle norme anti-riciclaggio.

 

  1. INDEROGABILITA DELLE NORME ANTIRICICLAGGIO PER I SOGGETTI OBBLIGATI

Si prevede che i soggetti obbligati al rispetto del D.Lgs. n. 231/2007 concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo non procedano all’acquisizione del credito in tutti i casi in cui ricorrono i presupposti dell’obbligo di segnalazione alla UIF delle operazioni sospette di cui all’art. 35 e di astensione dall’instaurare, eseguire ovvero proseguire il rapporto, la prestazione professionale e le operazioni di cui all’art. 42.

La nuova disposizione non aggiunge nulla di nuovo ma chiarisce come la disciplina della cessione del Superbonus e degli altri bonus fiscali all’edilizia debba necessariamente armonizzarsi con la normativa di matrice europea e inderogabile sulla prevenzione e repressione del riciclaggio.

Quali le implicazioni?

Per tutti i soggetti obbligati ex art. 3 D.Lgs. n. 231/2007 diviene fondamentale adottare un insieme di regole, procedure e modalità operative “su misura” per l’acquisto dei crediti fiscali ex art. 121 D.L. n. 34/2020 che assicuri la capacità di rilevare gli indicatori di anomalia, desumibili dalle caratteristiche, dall’entità, dalla natura delle operazioni, dal loro collegamento o frazionamento o da qualsivoglia  altra  circostanza  conosciuta,  in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell’attività svolta dal soggetto cui  è riferita, in base agli elementi acquisiti.

 

  1. AVVISO DI RECUPERO DEI CREDITI D’IMPOSTA

Per il recupero degli importi dovuti non versati oltre sanzioni ed interessi, compresi gli importi relativi a contributi indebitamente percepiti o  fruiti ovvero a cessioni di crediti di imposta in mancanza dei requisiti, l’Agenzia delle entrate emette apposito atto di recupero motivato da notificare al contribuente con le modalità previste dall’articolo 60 D.P.R. n. 600/1973 a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione, fatti salvi i diversi termini previsti dalla normativa vigente.

In difetto di pagamento entro 60 giorni, si procede alla riscossione coattiva con le modalità previste dal D.P.R. n. 602/1973. Naturalmente, l’atto potrà essere impugnato dinanzi alla Commissione Tributaria competente.

Bonus ristrutturazione 50: cos’è e come funziona

Bonus ristrutturazione 50: cos’è, come funziona, quali sono gli adempimenti, quali i beneficiari, quali le categorie catastali ammesse e quando scade.

Il bonus ristrutturazione è una detrazione (art. 16-bis del TUIR dpr 917/86) che permette ai contribuenti di ottenere una detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per varie tipologie di intervento, in particolare quelle che riguardano la manutenzione/ristrutturazione degli immobili abitativi.

 

Prima di entrare nello specifico dell’agevolazione, ti consiglio uno strumento utile per seguire correttamente tutte le nuove regole sui bonus edilizia:

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  • il software per gestire correttamente le pratiche agevolate da bonus fiscali, da usare gratis per 7 giorni.

Come funziona il bonus ristrutturazione 50?

Il bonus ristrutturazione è una detrazione fiscale al 50% per le spese sostenute per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali

Ecco le caratteristiche principali:

  • importo di spesa massimo: 96.000 euro per unità immobiliare
  • detrazione del 50% della spesa sostenuta
  • 10 detrazioni annuali di pari importo
  • scadenza al 31 dicembre 2024.

E’ possibile ricorrere anche alla cessione del credito o allo sconto in fattura.

Il bonus può essere richiesto sia per prima che per seconda casa, indistintamente.

Adempimenti: come ottenere il bonus ristrutturazione 2022?

Il primo adempimento necessario per richiedere la detrazione del bonus ristrutturazione 50% è la presentazione della pratica edilizia (CILA, SCIA, Permesso di costruire) al SUE, a firma di tecnico abilitato prima dell’inizio dei lavori.

Altro adempimento di fondamentale importanza è che i pagamenti siano effettuati tramite specifico bonifico bancario (parlante), da conservare così come fatture e ricevute delle spese effettuate per i lavori di ristrutturazione.

Ecco la documentazione necessaria:

  • Abilitazioni amministrative richieste dalla vigente normativa edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare o, qualora non siano obbligatorie, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  • Per gli immobili non ancora censiti, domanda di accatastamento;
  • Ricevute di pagamento dell’IMU, se dovuta;
  • Delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
  • In caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione del possessore di consenso all’esecuzione dei lavori;
  • Notifica preliminare riportante la data di inizio lavori all’ASL, ove obbligatoria;
  • Fatture e ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute;
  • Bonifici parlanti;
  • Asseverazione congruità della spesa (spese superiori a euro 10.000);
  • Visto di conformità.

Anche per i lavori che rientrano nel bonus ristrutturazione, vi sono alcuni interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabile (sintetizzati in questa tabella) soggetti all’obbligo della comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Tutti i documenti devono essere intestati alle persone che fruiscono della detrazione. La documentazione raccolta, comprese le asseverazioni a firma del tecnico incaricato, andrà poi consegnata al proprio consulente fiscale/CAF entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Quali spese rientrano nel Bonus ristrutturazione?

Sono agevolate con detrazione fiscale del 50% le spese sostenute per eseguire le seguenti tipologie di lavori:

  • manutenzione straordinaria; restauro e risanamento conservativo; ristrutturazione edilizia
  • ricostruzione o ripristino di immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi
  • eliminazione delle barriere architettoniche e realizzazione di ogni strumento che sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi
  • misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi
  • cablatura degli edifici e contenimento dell’inquinamento acustico
  • conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia
  • adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica
  • bonifica dall’amianto ed esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

Inoltre rientrano nelle spese soggette a detrazione anche quelle per:

  • progettazione e altre prestazioni professionali connesse
  • prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
  • effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/08 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • acquisto dei materiali
  • IVA, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori
  • oneri di urbanizzazione
  • eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto 41/98).

Bonus ristrutturazione: chi sono i beneficiari?

Il bonus ristrutturazioni 2022 può essere richiesto da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o meno in Italia.

Non solo il proprietario dell’immobile, dunque, ma anche a tutte le persone che possono essere titolari del diritto di godimento nei confronti di quell’immobile (es. familiare convivente, coniuge separato, ecc..), l’inquilino, il comodatario.

In particolare hanno diritto al bonus ristrutturazione:

  • proprietario o il nudo proprietario
  • titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • inquilino o il comodatario
  • soci di cooperative divise e indivise
  • i soci delle società semplici
  • gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture, hanno diritto alla detrazione anche:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
  • convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà.

Come detto, il bonus può essere richiesto sia per prima che per seconda casa, indistintamente.

Quali categorie catastali sono ammesse al bonus ristrutturazione?

Requisito fondamentale per agevolare le spese di ristrutturazione della casa è che l’edificio risulti esistente.

Il bonus ristrutturazione è perciò ammesso per tutti gli interventi di ristrutturazione sulle unità immobiliari residenziali. Quindi tutte le categorie catastali che vanno dall’A1 alla A11, escluso A10.

Sono esclusi dal bonus tutti gli immobili a destinazione catastale di uffici, negozi, laboratori, industrie, ecc.

Il Bonus ristrutturazione è accessibile anche per gli immobili di categorie fittizie che vengono frazionati e trasformati a fine lavori in più di una abitazione (AdE interpello numero 241 del 13 aprile 2021).

Quando scade il bonus 50 Ristrutturazione?

Come detto la legge di Bilancio 2022 ha prorogato il Bonus ristrutturazione 50% fino al 2024.

Quindi anche nel 2022 (e fino al 31 dicembre 2024), per la detrazione Irpef per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (di cui all’articolo 16-bis del TUIR) è confermata l’aliquota potenziata al 50% (anziché al 36%), con limite di spesa a 96.000 euro (anziché 48.000 euro).

ACQUEVENETE – Avviso di selezione per 1 posto di Responsabile della gestione degli impianti elettrici e di telecontrollo

Avviso di selezione per 1 posto di Responsabile della gestione degli impianti elettrici e di telecontrollo

ACQUEVENETE

IN CORSO
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 gen 2022
DATA DI SCADENZA: 24 feb 2022
acquevenete SpA indice una selezione per l’assunzione a tempo indeterminato di una figura professionale di INGEGNERE RESPONSABILE DELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E DI TELECONTROLLO

 

https://www.acquevenete.it/it/-/avviso-di-selezione-per-1-posto-di-1-responsabile-della-gestione-degli-impianti-elettrici-e-di-telecontrollo

 

 

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