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RIFERIMENTI PER PAGAMENTO QUOTA ISCRIZIONE 2021

QUOTA ISCRIZIONE ALBO ANNO 2021 – riferimenti
 

I  riferimenti per il pagamento della quota di iscrizione all’Albo anno 2021 sono i seguenti:

Il pagamento della quota di iscrizione di €  170,00  (€  70,00 per gli iscritti dal 2019 e iscritti da oltre 40 anni) potrà essere effettuato tramite:

 – bollettino di c/c postale precompilato    dove dovrà inserire cognome e nome e indirizzo

 –  bonifico bancario (IBAN : IT52 W076 0112 2000 0009 5432 258),

intestato all’Ordine Professionale degli Ingegneri della Provincia di Rovigo,

indicando obbligatoriamente nella causale: cognome e nome, numero di iscrizione, seguiti da Quota iscrizione 2021.

 Scadenza 31/05/2021

bollettino€70

bollettino postale € 170-2021

dal prossimo anno cambieranno le modalità di recapito e pagamento

Assemblea degli iscritti

Il giorno 25 Maggio 2021 nella seconda convocazione è stato approvato il Bilancio Consuntivo 2020 e Preventivo 2021

Contributo a fondo perduto – Decreto Sostegno – Circolare n. 5/E Agenzia delle Entrare

Con la circolare n. 5/E del 14 maggio l’Agenzia delle Entrate illustra alcuni aspetti per poter accedere ai contributi previsti dal decreto Sostegni, nella forma di risposte ai specifici quesiti formulati dagli operatori.

In particolare, viene chiarito che i ristori percepiti nel 2020 non concorrono alla determinazione della soglia di accesso per beneficiare dell’agevolazione in esame, tenuto conto del loro carattere di eccezionalità.

Indice:

  • I contributi a fondo perduto del decreto Sostegni
  • La circolare 5/E
  • Ambito soggettivo
  • Requisiti di accesso al contributoContributo integrativo alle casse di previdenza private
  • Assegno di  maternità
  • Calcolo del contributo e compensi forfetari

I contributi a fondo perduto del decreto Sostegni

Ricordiamo che l’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (decreto Sostegni), prevede il riconoscimento di un contributo a fondo perduto, come i precedenti decreti messi in campo per fronteggiare la situazione emergenziale.

Il contributo è erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate a favore di soggetti:

  • titolari di partita IVA;
  • residenti o stabiliti nel territorio dello Stato;
  • attività d’impresa, arte o professione o attività che producono reddito agrario;
  • attività con ricavi o compensi 2019 non superiori a 10 milioni di euro, il cui ammontare medio mensile di fatturato/corrispettivi dell’anno 2020 risulta inferiore a quello del 2019 almeno del 30%.

Sono esclusi, invece:

  • i soggetti la cui attività è cessata alla data di entrata in vigore del decreto o che hanno attivato la partita Iva successivamente;
  • gli enti pubblici;
  • gli intermediari finanziari;
  • e società di partecipazione.

Ai sensi del comma 8 dell’articolo 1 del dl 22 marzo 2021, n. 41, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 23 marzo 2021, sono state approvate le modalità attuative per il riconoscimento del contributo di cui trattasi.

L’istanza può essere presentata a partire dal giorno 30 marzo 2021 e non oltre il giorno 28 maggio 2021.

La circolare 5/E

La circolare 5/E in esame risponde a specifici quesiti posti dai contribuenti in merito ai seguenti argomenti raggruppati in 5 tematiche, per ciascuna delle quali è presente la normativa di riferimento:

  • ambito soggettivo;
  • requisiti di accesso al contributo;
  • calcolo della riduzione del fatturato medio mensile degli anni 2019/2020;
  • calcolo del contributo;
  • altri quesiti in tema di contributo a fondo perduto.

Ambito soggettivo

Imprese in liquidazione volontaria

L’Agenzia si dichiara favorevole alla fruizione del contributo da parte di una società nata nel marzo 2018, cessata a marzo 2020 e messa in liquidazione a luglio 2020.

Promotori finanziari

Nessuna preclusione da parte delle Entrate per i promotori finanziari (anche se esclusi dal decreto “Liquidità”), fermo restando la sussistenza degli ulteriori requisiti.

Status di società di partecipazione

Una società che acquisisce lo status di società di partecipazione (ai sensi dell’articolo 162-bis del Tuir), prendendo come riferimento il bilancio relativo all’esercizio 2020, non può fruire dei finanziamenti, a prescindere dalla formale approvazione del bilancio 2020.

Impresa derivante da una trasformazione impropria

Al riguardo del quesito avanzato in merito, l’Agenzia ritiene che l’istante possa presentare un’istanza volta alla revisione, in autotutela, dell’esito di rigetto.

Requisiti di accesso al contributo

I contributi a fondo perduto (cfp) erogati nel 2020, in attuazione dei decreti emanati per fronteggiare la pandemia, non concorrono alla determinazione della soglia dei ricavi per l’accesso al nuovo beneficio.

In particolare, viene chiarito che il cfp in questione e tutti i precedenti benefici dello stesso genere:

  • non concorrono alla determinazione della soglia dei ricavi per il riconoscimento della sovvenzione in esame;
  • non rilevano ai fini della riduzione del fatturato medio previsto;
  • non vanno inclusi tra le somme per il calcolo delle diverse percentuali determinate dalla fascia di ricavi 2019, da applicare alla differenza tra le due medie mensili 2019 e 2020.

Il principio di esclusione vale anche per le altre misure agevolative messe in campo per fronteggiare il Coronavirus, come:

  • il bonus affitto;
  • i tax credit per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione.

Compensi forfetari

I lavoratori autonomi in regime forfetario non devono considerare il cfp, né quelli vigenti nei mesi precedenti, per determinare la soglia di accesso al regime di favore destinato alle persone fisiche che esercitano attività di impresa, arti o professioni con ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro.

Contributo integrativo alle casse di previdenza private

I contributi integrativi versati alle casse di previdenza private addebitate in fattura dai professionisti (per esempio la cassa di previdenza dei dottori commercialisti e dei ragionieri commercialisti) non concorrono alla determinazione del limite di accesso al cfp Covid-19 decreto “Sostegni”.

Assegno di  maternità

L’indennità versata alle lavoratrici autonome, artigiane ed esercenti attività commerciali, corrisposta per i due mesi antecedenti la data e i tre mesi successivi al parto, non è inclusa nella nozione di fatturato né tra i ricavi da considerare ai fini dell’accesso al contributo.

Calcolo del contributo e compensi forfetari

I contribuenti lavoratori autonomi che hanno accesso al regime forfetario, non devono considerare il cfp, né quelli vigenti nei mesi precedenti, ai fini della determinazione della soglia, pari a 65.000 euro, dei ricavi conseguiti o compensi percepiti nell’anno precedente per applicare il regime speciale.

Circolare-AE-5-2021

CONGRESSO NAZIONALE PARMA – INIZIO 17 MAGGIO 2021

Sarà  possibile, per gli Ingegneri non iscritti al Congresso, assistere gratuitamente ai lavori congressuali in differita, senza interazione e partecipazione al voto, mediante la piattaforma Webinar della Fondazione CNI.
Il CNI comunicherà agli Ordini i link per la visione delle giornate congressuali da trasmettere ai propri iscritti.

CIRC CNI 738-Prot CNI 3997U-11 05 21-Parma-congresso 2021-programma

QUOTA ISCRIZIONE ALBO ANNO 2021 – riferimenti

I  riferimenti per il pagamento della quota di iscrizione all’Albo anno 2021 sono i seguenti:

Il pagamento della quota di iscrizione di €  170,00  (€  70,00 per gli iscritti dal 2019 e iscritti da oltre 40 anni) potrà essere effettuato tramite:

– bollettino di c/c postale precompilato    dove dovrà inserire cognome e nome e indirizzo

 

–  bonifico bancario (IBAN : IT52 W076 0112 2000 0009 5432 258),

intestato all’Ordine Professionale degli Ingegneri della Provincia di Rovigo,

indicando obbligatoriamente nella causale: cognome e nome, numero di iscrizione, seguiti da Quota iscrizione 2021.

 

Scadenza 31/05/202

In questi giorni stiamo inviando i bollettini cartacei.

Chi preferisce riceverlo via mail  o eseguirà un bonifico con i dati qui sopra comunicati,  per favore ce lo comunichi con un mail.

 

Ovviamente i nuovi iscritti del 2021 non devono versare nulla

Assemblea per approvazione Bilancio Consuntivo 2020 e Preventivo 2021

Si riporta di seguito la lettera di convocazione dell’Assemblea degli Iscritti per l’approvazione Bilancio Consuntivo 2020 e Preventivo 2021.

Convocazione Assemblea 2021

Convenzione FOIVcon studio legale – riservato iscritti degli Ordini Ingegneri del Veneto

CONVENZIONE (FOIV)  CON LO STUDIO LEGALE BM&A  

Consulenza legale per gli ingegneri iscritti agli Ordini degli Ingegneri del Veneto con la quale si potrà richiedere secondo le seguenti modalità:

1)     mediante modulo on-line https://bonusfiscali.studiobma.com/prenota (anche raggiungibile tramite piattaforma messa a disposizione dallo Studio https://bonusfiscali.studiobma.com/ alla voce “prenota”)

2)     contattando lo Studio al tel. 0438/491000

3)     inviando una e-mail all’indirizzo bonusfiscali@studiobma.com

 

Ricordiamo che il servizio di consulenza legale è a carico del Professionista e prevede quattro distinti pacchetti a tariffe agevolate (vedi allegato). Il servizio è riservato agli iscritti agli Ordini degli Ingegneri del Veneto.

Alla richiesta di consulenza legale mediante modulo on-line, precisiamo che nel campo “codice convenzione” sarà da scrivere:

“convenzione FOIV”.

 

QUOTA ISCRIZIONE ANNO 2021 – scadenza 31/05/2021

La scadenza del pagamento è stata posticipata al 31/05/2021

Riceverete informazioni nei prossimi giorni

Interpretazione ed applicazione dell’art. 104 del D.P.R. 380/2001 riguardante le costruzioni in corso

Si riporta la risposta della Regione Veneto in merito al quesito  posto da FOIV sull’interpretazione ed applicazione dell’art. 104 del D.P.R. 380/2001 riguardante le costruzioni in corso, alla luce dell’aggiornamento delle zone sismiche del Veneto (DGRV n.244 del 9/03/2021)

QUESITO FOIV

RISPOSTA REGIONE VENETO

Le Entrate chiariscono quando si applica l’IVA al 10% per l’acquisto di materiali per interventi di manutenzione

Le Entrate chiariscono quando si applica l’IVA al 10% per l’acquisto di materiali per interventi di manutenzione

L’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad un quesito di un contribuente, ricorda quando è applicabile l’aliquota IVA ridotta per le spese di acquisto di materiali edili e beni finiti.

Il quesito posto al Fisco

Un contribuente chiede attraverso al rivista telematica FiscOggi:

Nell’ambito di un intervento di manutenzione straordinaria di un immobile ad uso abitativo (non prima casa), nel caso di acquisto diretto di “beni finiti”, ad esempio prodotti per impianto elettrico, si può beneficiare dell’aliquota Iva ridotta del 10% da parte del rivenditore?

Oppure, per usufruire di tale agevolazione, è necessario che il rivenditore fatturi alla ditta o al prestatore d’opera che esegue i lavori?

L’Agenzia risponde che in linea generale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è possibile usufruire dell’aliquota Iva ridotta al 10%.

Questa agevolazione si applica, tuttavia, sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, solo in alcuni casi, sulla cessione dei beni.

Quando sulle unità immobiliari abitative (anche non prima casa) si realizzano interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, come nel caso esposto nel quesito, l’Iva ridotta al 10% è prevista sulle prestazioni di servizi (Tabella A – parte III – 127-duodecies allegata al Dpr n. 633/1972).

Sui beni, invece, l’aliquota agevolata si applica solo se ceduti nell’ambito del contratto di appalto.

Non spetta, pertanto, sull’acquisto effettuato direttamente dal committente o quando i beni sono forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori.

Le Entrate ricordano, infine, che nel caso in cui l’appaltatore fornisca anche beni “di valore significativo” (cioè i beni che sono stati individuati dal dm 29 dicembre 1999) l’Iva ridotta si applica soltanto sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

IVA al 10 negli interventi di recupero: beni significativi e beni finiti

I beni finiti sono beni “aventi caratteristiche tali da poter essere sostituiti in modo assolutamente autonomo dalla struttura della quale fanno parte e che conservano, quindi, la propria individualità”. Sono beni finiti, ad esempio: porte, finestre, sanitari, caldaie, radiatori, scaldabagni, vasche, ecc.

I beni significativi, ossia i beni di valore significativo, sono beni compiutamente individuati dalla normativa vigente, per i quali la norma stessa assume che il loro valore abbia una certa rilevanza rispetto a quello delle forniture effettuate nell’ambito delle prestazioni agevolate. Il decreto del Ministero delle Finanze 29 dicembre 1999 definisce i seguenti beni come beni significativi:

  1. ascensori e montacarichi;
  2. infissi esterni ed interni;
  3. caldaie;
  4. video citofoni;
  5. apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
  6. sanitari e rubinetterie da bagno;
  7. impianti di sicurezza.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il trattamento fiscale delle forniture di beni necessari per la realizzazione degli interventi di recupero (di cui all’art. 31, primo comma, lett. a), b), c) e d)), tra i quali rientrano i beni significativi, può essere sintetizzato nei termini seguenti:

  • beni finiti, ad esclusione delle materie prime e semilavorate, necessari per la realizzazione degli interventi di restauro e di ristrutturazione (“interventi pesanti”), eseguiti su qualsiasi tipologia di immobile, sono soggetti ad IVA con applicazione dell’aliquota del 10% senza altre particolari condizioni, vale a dire anche se acquistati direttamente dal committente dei lavori ed a prescindere dalla circostanza che il valore del bene fornito sia prevalente rispetto a quello della prestazione di servizi;
  • beni finiti, le materie prime e semilavorate, necessarie per la realizzazione degli interventi di manutenzione ordinaria e di manutenzione straordinaria eseguiti su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata sono soggetti ad IVA con aliquota del 10% se sono forniti dallo stesso soggetto che esegue l’intervento di recupero ed a condizione che detti beni finiti non costituiscano una parte significativa del valore delle cessioni effettuate nel quadro dell’intervento.

 

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